C.N.S.A.S. Soccorso Alpino e Speleologico

C.N.S.A.S. Soccorso Alpino e Speleologico

PER ALLERTARE IL SOCCORSO ALPINO 118

Capo stazione Renzo Marianelli - 347 3555804

Vice Capo stazione Simone Mazzufferi - 366 9514173

CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO – Stazione di Macerata

C.N.S.A.S.
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LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE
Da oltre 30 anni opera in provincia di Macerata il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino. Il campo di interesse provinciale è quello della prevenzione degli incidenti in montagna e del recupero degli alpinisti e degli escursionisti infortunati. Negli ultimi anni si è molto sviluppata l’integrazione della nostra organizzazione, gli interventi nella zona montana dei Sibillini sono assicurati, per la nostra provincia, dalla stazione provinciale di Macerata.
Gli interventi del Soccorso Alpino ad oggi hanno alla possibilità di utilizzare elicotteri SAR che, oltre a ridurre notevolmente i tempi di intervento, consentono di migliorare il livello dei recuperi, a tutto vantaggio dei traumatizzati.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino vuole, infine, raccomandare a quanti amano affrontare la montagna in veste invernale, al di fuori delle piste di sci e degli impianti di risalita, la massima prudenza, la conoscenza delle norme fondamentali di comportamento e dei pericoli della montagna. A tale proposito va ricordato che i nostri Sibillini sono monti dove il rischio di valanghe è molto elevato a causa delle abbondanti precipitazioni, che possono verificarsi per un lungo periodo ed in presenza di forti venti e di notevoli escursioni termiche.
Laddove c’è neve su un pendio c’è un potenziale pericolo di valanghe. Saper valutare l’entità del rischio è il primo passo per un comportamento corretto in montagna, il solo che consenta un divertimento pieno e sicuro.
Poiché un incidente da valanga ha quasi sempre conseguenze tragiche, bisogna dare la massima importanza alle misure di prevenzione per ridurre al minimo il rischio.
È consuetudine che chi decida di avventurarsi in una zona pericolosa per un’escursione, una gita sci alpinistica o una discesa fuori pista debba:
informarsi sul pericolo generale di valanghe (bollettini Meteomont)
studiare l’itinerario meno pericoloso
scegliere il materiale e l’equipaggiamento idoneo
valutare il pericolo durante la gita.
È obbligatorio, inoltre, che ogni sciatore alpinista o escursionista invernale faccia sempre uso e sia buon conoscitore del funzionamento dell’A.R.T.V.A. (apparecchio ricerca Travolti da valanghe) ed abbia sempre con sé pala e una sonda.

Per diventare Soccorritore:

L’ammissione al CNSAS è possibile per tutti i soci del Club Alpino Italiano di età compresa tra i 18 e i 45 anni, dopo il superamento delle prove di ammissione, necessarie per la verifica dei requisiti richiesti.

DOMANDA

Va presentata al responsabile della Stazione CNSAS competente per territorio, corredata del curriculum dell’attività alpinistica o speleologica degli ultimi due anni e di un certificato medico.

REQUISITI per il SOCCORSO ALPINO

Capacità di movimento su tutti i terreni di montagna, arrampicata su roccia da capocorda (4°UIAA) e su ghiaccio (60°), sci su tutti i tipi di neve.

REQUISITI per il SOCCORSO SPELEOLOGICO

Conoscenza della tecnica di arrampicata e di movimento in grotta, capacità di attrezzamento e di progressione su corda e in meandro.

SITO UFFICIALE

LA STORIA

Il soccorso alpino trae certamente origine dall’innato spirito di solidarietà delle genti di montagna, ma si sviluppa in modo organizzato soltanto in tempi moderni con la crescita della frequentazione della montagna a scopo turistico, sportivo o ricreativo. L’attuale struttura del CNSAS nasce il 12 dicembre 1954 grazie ad un ristretto gruppo di persone, che con tenacia e passione hanno voluto rendere organico e organizzato il lavoro di soccorso effettuato già da tempo dagli abitanti delle località montane, dalle guide alpine e dagli alpinisti del Club Alpino. Vanno ricordati, fra gli altri, il trentino dott. Scipio Scenico e la lungimiranza del Presidente Generale del CAI Bartolomeo Figari. La storia del CNSAS ha radici lontane. Ecco le tappe principali:

1863
Nasce il Club Alpino Italiano, che, tra i suoi compiti istituzionali, prevede anche il soccorso in montagna.
1926 e seguenti
Il CAI-UGET (Unione Giovani Escursionisti Torinesi) istituisce il “Comitato di soccorso per le disgrazie alpine”. Qualche tempo più tardi la Società Alpina delle Giulie forma la “Società di soccorso triestina” e a Lecco nascono i “Militi volontari” prima squadra di soccorso alpino del Cai di Lecco.
1932
lI CAI approva il “Regolamento per l’assistenza sanitaria in Montagna” con le prime Stazioni di Soccorso.
1938
lI CAI istituisce il “Contributo di Soccorso Alpino” in tutti i rifugi per l’acquisto di attrezzature sanitarie.
Stesso periodo 1932-1952
Numerose Sezioni del CAI organizzano le “Stazioni di base” presso i centri abitati con sede di ufficio postale il cui personale è composto ai sensi del predetto Regolamento da “Guide, portatori del CAI e gli abitanti del luogo pratici della montagna, volontari, alpinisti e medici”, ovvero in nuce vengono istituite le prime Stazioni di soccorso alpino.
1946-1953
Numerose Sezioni CAI organizzano squadre di soccorso alpino e la SAT crea un vero Corpo di Soccorso Alpino.
1954
Il Consiglio Centrale del CAI, il 4 settembre, a Bognasco (VB), delibera di finanziare la costituzione di 26 Stazioni di Soccorso Alpino. Il 12 dicembre 1954, a Clusone (BG), trasforma la Commissione soccorsi Alpini in una Direzione del CSA (Corpo di Soccorso Alpino) che raccoglie in un’unica organizzazione tutte le strutture esistenti. Viene nominato Direttore Scipio Stenico. Vengono istituite le prime Delegazioni, là dove il soccorso alpino aveva assunto forme più organizzate, ed in particolare quelle di Tarvisio (UD), Belluno, Trento, Edolo (BS), Bergamo, Sondrio, Borgosesia (VC), Aosta e Domodossola (Verbano-Cusio-Ossola).
1963
Il Parlamento approva la Legge n. 91/63 – Riordinamento del Club Alpino Italiano con la quale lo stesso CAI “assume adeguate iniziative tecniche per la prevenzione degli infortuni nell’esercizio dell’alpinismo e per il soccorso degli alpinisti ed escursionisti infortunati o pericolanti per qualsiasi causa, nonché per il recupero delle salme dei caduti”.
1967
Il nuovo Regolamento cambia il nome del CSA in CNSA (Corpo Nazionale di Soccorso Alpino).
1968
Il Soccorso Speleologico entra a far parte del CNSA diventandone la sezione speleologica.
1969
Il CNSA viene insignito della medaglia d’oro al valor civile.
1985
Il Parlamento approva la Legge n. 776/85 – Nuove disposizioni sul Club Alpino Italiano, con la quale al CNSA vengo attribuite nuove competenze.
1990
Il Soccorso Speleologico da sezione di Soccorso Alpino diventa parte integrante della struttura dando vita al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).
1992
Il Parlamento approva la Legge n. 162/92 – Provvedimenti per i volontari del CNSAS e per l’agevolazione delle relative operazioni di soccorso.
1995
La Legge 225/21992 individua il CNSAS fra le Strutture Operative Nazionali del Servizio Nazionale della Protezione Civile.
2001
Il Parlamento approva la Legge n. 74/01 – Disposizioni per favorire l’attività svolta dal CNSAS, che, oltre a riconosce al CNSAS la funzione di Servizio di Pubblica Utilità (nda: il CNSAS effettua un pubblico servizio a tutti gli effetti di legge), in applicazione al principio di sussidiarietà.
2002
Il Parlamento approva la Legge n. 289/02 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, che dispone, acclarandolo, che “Il soccorso in montagna, in grotta, in ambienti ostili e impervi, è, di norma, attribuito al CNSAS del CAl ed al Bergrettungs – Dienst (BRD) dell’Alpenverein Sudtirol (AVS). Al CNSAS ed al BRD spetta il coordinamento dei soccorsi in caso di presenza di altri enti o organizzazioni, con esclusione delle grandi emergenze o calamità”.
2002 e seguenti
Il CNSAS effettua importanti rivisitazioni statutarie e regolamentari. Vengono riorganizzate e disciplinate le Scuole di cui alla Legge n. 74/01.
2010
Il CNSAS viene insignito della seconda Medaglia d’Oro al Valor Civile.
2013
Il CNSAS diventa Stazione Nazionale del CAI anche in applicazione del D.Lgs n. 419/99.